Commentario al Bodhisattvacharyavatara capitolo VIII° stanza 54-2°parte

Continuiamo il commentario di H.E Tsenshap Serkong Rinpoche II  alla strofa 54  dell’ottavo capitolo del Bodhisattvacharyavatara .

…Di solito, ciò che cerchiamo nel Dharma del Buddha suona in questo modo: “Ho così tanti problemi nella mia vita, perciò vado a ricevere un insegnamento… Ah, che bello! Ora mi sento così bene, sono così rilassato!”
Quando accade ciò, ci sentiamo così felici. Ma è un po’ come prendere una piccola dose di una droga: ci sentiamo così bene, così ispirati…
Poi, però, quando quella forza, quell’influenza svanisce, cerchiamo un altro Lama, un altro Maestro.
Tutto ciò può sembrare Dharma… ma non lo è davvero.
Quindi, la meditazione presentata in questa sezione, in accordo, vogliamo ricordarlo, con la sequenza dell’insegnamento nello stile di Śāntideva, in realtà non è un semplice insegnamento di meditazione. È un insegnamento rivolto al bodhisattva, vale a dire, ad una persona che possiede una forte comprensione di che cosa sia la bodhicitta, ad una persona che si impegna a prendere in considerazione la sofferenza degli altri prima della propria.
Perciò, perchè vogliamo domare la nostra sofferenza? Perché, in realtà, desideriamo trasmettere questo antidoto anche agli altri.
È un po’ come trovarsi in un laboratorio di ricerca: ci sono degli animali da studiare, si prova prima su se stessi, e poi portiamo quell’antidoto agli altri.
Quindi, la meditazione di cui parleremo non serve soltanto a domare la mente. Quando sentiamo di poter dire: “Ce la posso fare, la radice dei miei problemi e di quelli degli altri, in realtà, è la stessa!”,allora, una volta trovato questo tipo di antidoto, nasce in noi il desiderio di trasmetterlo anche agli altri.
Potrei essere l’unico a farlo, e allora, in questo caso, il suo nome è Grande Compassione.
E poi, lentamente, lentamente, svilupperemo una visione migliore per diventare Buddha.
È così che la penso.

Forse, prima di sviluppare la Grande Compassione, c’era un desiderio di diventare Buddha, ma non era forte. Tuttavia, una volta acquisita la Grande Compassione, sentiamo che anche se possediamo l’antidoto, da soli, in una forma ordinaria come questa, non possiamo fare molto. Allora sorge il desiderio: “Voglio essere qualcuno che, in ogni momento e in ogni luogo, possa lavorare senza sforzo per gli esseri senzienti!”
Quindi, penso che una volta che si è ottenuta la Grande Compassione, diventi molto importante capire come diventare Buddha.
Altrimenti, è un po’ come quando recitiamo: SANG GHIE CIÖ DANG TSHOG CHI CIOG NAM LA…»
Alcuni di voi, forse, sanno al cento per cento cosa stanno dicendo; ma, per quanto mi riguarda, la recitazione a volte è un po’ arida, è più come dire: “Sì, Buddha, sì, sì… voglio diventare come te!”, senza però avere una motivazione davvero forte.
Perciò, in questa sezione dedicata alla meditazione, il punto in cui eravamo rimasti è questo: come possa un Bodhisattva che è sul sentiero e che desidera davvero diventare un Bodhisattva, che guarda al sentiero della meditazione, ottenere la piena consapevolezza di come affrontare le distrazioni.
In realtà questo è molto simile a ciò che fanno gli Arhat e gli Uditori nella scuola Theravāda, è quasi la stessa cosa. Di tanto in tanto, però, i Bodhisattva presentano qualche piccola differenza a causa della Bodhicitta. Credo che tutto ciò lo noterete nel testo.

Il punto in cui ci eravamo fermati è la strofa 54. Abbiamo lasciato questa sezione in cui, di solito, gli occidentali criticano Śāntideva.
[viene letta la strofa 54]
Poichè questo insegnamento è rivolto principalmente a un pubblico monastico — è stato infatti trasmesso in un monastero pieno di monaci — e perciò a un monaco pienamente ordinato e, inoltre, uomo, la distrazione e l’attaccamento sono alcune delle sensazioni che sorgono, soprattutto le sensazioni rivolte verso le donne…

Ricordiamo che queste trascrizioni sono fatte da studenti e non sono revisionate dal Maestro

Commentario al Bodhisattvacharyavatara capitolo VIII° stanza 54-2°parte

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna su