H.E Tsenshap Serkong Rinpoche II all’VIII° ha poi commentato la strofa numero 50 dell’VIII° capitolo del Bodhisattvacharyavatara.
In questa strofa si parla dell’attaccamento, di quanto sia forte questo tipo di mente. In particolar modo si considera l’attaccamento in relazione all’esperienza sessuale che sorge sulla base della sensazione fisica del tatto, ovvero del contatto fisico.
Dovremmo cercare di portare questa riflessione nella nostra esperienza personale, senza pensare che Shantideva si stia rivolgendo ad altri. Possiamo chiederci: “quando proviamo un forte attaccamento, verso quali tipi di oggetti si dirige la nostra mente?” Abbiamo detto che, tra i cinque sensi, il senso tattile è quello predominante, in quanto rappresenta la principale fonte di attaccamento per la mente. Osserviamo, quindi , quali sono le cose verso le quali proviamo attaccamento. Shantideva mette in luce che tra le cose pulite e quelle sporche [letteralmente tradotto sarebbe: tra le cose immonde e, quindi, in qualche modo anche impure, e le cose pulite, pure], è proprio verso le seconde che proviamo attaccamento.
Rinpoche ha letto rapidamente il commentario di Gyaltsab Je relativo a questa strofa, ma ha consigliato di non leggerlo per intero, bensì di riportarne il senso generale. Nel commentario alla strofa 50, Gyaltsab Je fa riferimento a coloro che hanno un forte attaccamento, definendoli ‘lussuriosi’, ossia persone la cui mente è confusa. In questo caso, l’oggetto dell’attaccamento (come abbiamo detto poco fa, parlando dei cinque sensi ) è relativo soprattutto agli oggetti tattili.
Nella strofa viene utilizzata l’analogia del cuscino pieno di cotone per mostrare che, se la ragione dell’attaccamento verso il proprio partner è basata sulla sensazione fisica della morbidezza del contatto, allora anche oggetti come il cotone possono dare quella stessa sensazione ( del contatto molto morbido). Non vi sarebbe, di conseguenza, nessuna ragione particolare per essere attaccati solo al contatto fisico con il proprio partner, potremmo essere altrettanto facilmente attaccati al cotone. Non ci sarebbe bisogno di alcun partner maschile o femminile, perché si potrebbe ottenere quella sensazione fisica da qualcosa come il cotone.
Poi, Shantideva spiega che tra il cuscino che è qualcosa di puro e, invece, il corpo che è sporco, si preferisce attaccarsi a qualcosa di impuro.
…in realtà, non dovremmo confonderci: questo non significa che il sesso sia qualcosa di negativo. Dire che il sesso è negativo potrebbe far sorgere un dibattito, poiché in base a questo ragionamento anche il matrimonio risulterebbe qualcosa di negativo, e se così fosse non nascerebbero nemmeno i bambini
Bisogna prestare attenzione, non stiamo dicendo che l’atto sessuale sia qualcosa di negativo. Ciò che viene evidenziato è il fatto che molte persone investono troppe energie e tanto denaro esclusivamente per questo atto fisico. L’essere così concentrati solo sull’atto sessuale non va bene.
Secondo l’insegnamento del Buddha, infatti, l’astenersi dai rapporti sessuali è richiesto solo ai monaci e alle monache. Per quanto riguarda i laici, invece, non è appropriato avere una condotta sessuale scorreta. Perciò il discorso è ben diverso.
Tutto questo è stato chiarito dal Buddha.
Magari qualcuno potrebbe sbagliarsi e, ascoltando questi insegnamenti, mescolare le cose.
Ricordiamo che queste trascrizioni sono fatte da studenti e non sono revisionate dal Maestro
