Il Centro

L’Eremo della Flessibilità è un piccolo centro buddhista immerso nella splendida cornice naturale della Valle dell’Aniene. Il nome, tradotto dal tibetano ScinJang RiTrö, fu donato cinque anni fa da Kyabje Serkong Tsenshap Rinpoche, suo fondatore, ispirato da un sogno in cui il grande yoghi Milarepa intonava un dei suoi canti in perfetto equilibrio su un filo d’erba — immagine simbolica che oggi campeggia anche nel logo del centro.

Nato come luogo di meditazione e pratica consapevole del Dharma, l’Eremo si propone come spazio di accoglienza e sostegno per chi desidera approfondire il proprio cammino interiore, imparando tecniche mettendole a frutto per cogliere i benefici della pratica buddhista in un contesto aperto, inclusivo e profondamente umano.

A guidare spiritualmente il centro è Sua Eminenza Serkong Dorjee Chang Rinpoche III, che con grande generosità ha accettato di prendersi cura dell’Eremo, offrendosi come punto di riferimento per la comunità.

L’Eremo della Flessibilità non è un luogo ideale o perfetto, né un rifugio in cui fuggire dalle sfide quotidiane. Al contrario, è uno spazio dove si impara ad accogliere con consapevolezza le difficoltà della vita, sviluppando armonia, equilibrio e compassione nel percorso di ogni giorno.

Chiunque senta di voler partecipare con un cuore sincero è il benvenuto.

Progetti Futuri

Gompa

Stato Attuale

In questo spazio, sito alle spalle del centro vorremmo installare una struttura in legno, per ospitare sessioni di meditazione, incontri con i maestri e altre attività legate al centro.

C’è bisogno prima di tutto di liberare il terreno da alcuni arbusti, dalle erbe infestanti, solidificare il terreno.

Dopo di ciò sarà possibile realizzare il piccolo prefabbricato.

Aiutaci nel nostro progetto  con una donazione o mettendo a disposizione la tua manodopera.

ཤིན་སྦྱངས་རི་ཁྲོད།

ScinJang RiTrö

Il nome ScinJang RiTrö al centro è stato assegnato da Tsenshap Serkong Rinpoche Il che ha accettato di essere il nostro Consigliere Spirituale.

Nome del Centro, significato e considerazioni

 ཤིན་སྦྱངས་  è un fattore mentale secondario virtuoso, in inglese viene tradotto con “pliancy” o con “suppleness” in italiano di solito si   usa “flessibilità”.

  • Il dizionario di termini buddhisti (TIB-ENG) di Tzepak Rigzin così recita: “si tratta della flessibilità di mente o corpo, o di entrambi, che si ottiene attraverso il “calmo dimorare” (lo stato di Shinè). Un requisito necessario per la comprensione della vacuità.

  • Alexander Berzin lo spiega così: Il fattore mentale secondario di sentirsi completamente idonei/adatti/pronti a fare qualche cosa e che è al tempo stesso stimolante e dà un senso di beatitudine/felicità, fisica e mentale, ma in un modo che non è di disturbo.

 རི་ཁྲོད་ letteralmente significa “tra le montagne”. Spesso indica un posto solitario, di eremitaggio e può esser usato anche per dire   “piccolo monastero”.

 Quindi, mettendo assieme il tutto, il nome letteralmente tradotto significa “il piccolo monastero della flessibilità”.

Pronuncia

ཤིན་སྦྱངས་རི་ཁྲོད། pronunciato in italiano: “ScinJan(g) RiTrö” dove:

la “TR” va letta come la “TR” detta da un trapanese che dica “Trapani”;

(g) = questa G va quasi “solo pensata”, non si deve sentire tanto; 

la “ö” come una sorta di “O+E” → come in tedesco König (re) oppure in francese oeil (occhio)

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