Continuiamo a rivedere la sessione di domande e risposte tenuta da H.E Tsenshap Serkong Rinpoche II lo scorso 18 agosto.( video dell’incontro)
[…] Quindi, come viene detto molto chiaramente nell’Entrare nella Via di Mezzo di Chandrakīrti, si tratta, in qualche modo, di una definizione della rabbia. Egli dice qualcosa del genere: una volta che hai sviluppato quella [rabbia], da quel momento in poi, quando si tratta di distinguere se qualcosa è buono o cattivo, non riuscirai mai a essere del tutto imparziale. Da quel momento in poi, sarai sempre portato a essere parziale.
Tenete questo a mente: quando siete turbati, c’è anche la possibilità che non arriviate a essere così arrabbiati.
Perciò, quando vi sentite turbati, quando sentite che la vostra mente è a disagio, mentre ascoltate o guardate qualcosa, c’è un momento in cui potete fare un passo indietro rispetto alla situazione. E allora potete vedere quali sono alcuni degli svantaggi di provare rabbia.
Una domanda molto importante è: «[a causa di questa rabbia]che cosa perderò?». Se non pensiamo in questo modo, la rabbia arriva sempre. Come dice Sua Santità il Dalai Lama, la rabbia arriverà sempre come se fosse lì per proteggervi. Ma dovete decidere se avete davvero bisogno di questo tipo di protezione oppure no.
Perché, questa «protezione», potrebbe distruggere voi e voi potreste distruggere anche gli altri. Non è come uno scudo: invece di proteggervi, vi distrugge completamente e distrugge anche le altre persone.
Ora, in quanto praticanti, siamo soliti pregare così:
“Jang chub sem chog rin po che
Ma kye pa nam kye gyur chik
Kye pa nyam pa me pa yang
Gong ne gong du pel war shog.”
[dal libro preghiere: “Possa la mente preziosa dell’illuminazione non ancora sorta sorgere e svilupparsi, e quella già sviluppata possa non diminuire mai, ma accrescersi sempre più”.]
Diciamo sempre che ciò che non abbiamo ancora raggiunto, forse potremo raggiungerlo. Una volta che lo abbiamo raggiunto, possiamo fare in modo di non perderlo mai e poi possiamo continuare a svilupparlo ulteriormente, andando sempre oltre, e preghiamo sempre per questo.
In definitiva, a proposito della bodhicitta, del samaya del Guru e del samaya del nostro Yidam, una volta che avete sviluppato questa rabbia, essa non distrugge soltanto la relazione con quel particolare essere senziente [oggetto della rabbia], ma distruggerà anche il vostro speciale Samaya con il vostro Guru, con il Buddha e anche con il vostro Yidam.
Non sto inventando quello che vi sto dicendo. Nei Sutra, il Buddha stesso lo dice molto chiaramente: «Se qualcuno cerca di farmi del male, non può farmi del male direttamente. Ma se qualcuno fa del male a un essere senziente, questo può davvero danneggiarmi».
Quindi, che cosa significa realmente?
Perché il Buddha è diventato Buddha? È diventato Buddha per essere madre degli esseri senzienti.
Prendiamo il caso della persona che state facendo soffrire in questo momento. La madre può essere molto forte e se provate a dire a lei delle cose cattive praticherà con molta calma e serenità. Ma, se ferite il figlio che ama profondamente, allora sentirà quanto è forte questo dolore e ne sarà ferita.
Quindi, questo è simile a ciò che il Buddha sta cercando di esprimere qui. È qualcosa che, come praticanti, e soprattutto come praticanti della bodhicitta, dobbiamo sempre tenere a mente.[…]
Ricordiamo che queste trascrizioni sono fatte da studenti e non sono revisionate dal Maestro
